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Scopri cos'è il gas radon, com'è distribuito, cosa provoca, come misurarlo e come difendersi

DIRETTIVA 2013/59 EURATOM

Il 17 gennaio 2014 è stata pubblicata la Direttiva 2013/59/Euratom del Consiglio Europeo del dicembre 2013, che stabilisce le norme fondamentali di sicurezza relative alla protezione contro i pericoli derivanti dall’esposizione alle radiazioni ionizzanti. La direttiva, una volta recepita, entro il 6 febbraio 2018, avrà un notevole impatto sulla normativa relativa all’esposizione al radon negli ambienti di lavoro. Inoltre, saranno considerati nel campo di applicazione, per la prima volta, anche gli ambienti residenziali (abitazioni).

Le principali novità introdotte coiStock 480985277n la nuova Direttiva 2013/59/Euratom riguardano l’introduzione di livelli di riferimento inferiori rispetto ai livelli di azione indicati dalla normativa italiana per gli ambienti di lavoro.

In Italia la normativa in materia (D.lgs n. 241/2000, in attuazione della direttiva 96/29/Euratom in materia di protezione sanitaria della popolazione e dei lavoratori contro i rischi derivanti dalle radiazioni ionizzanti), ha fissato un livello di riferimento di 500 Bq/m³. Altri Paesi comunitari, tra i quali Regno Unito e Germania hanno invece adottato valori di riferimento più bassi: 200 Bq/m³, 250 Bq/m³.

L’articolo 74 della Direttiva 2013/59, richiede agli Stati membri di stabilire livelli di riferimento nazionali per le concentrazioni di radon in ambienti chiusi. I livelli di riferimento per la media annua della concentrazione di attività in aria non devono essere superiori a 300 Bq/m³.

Significa quindi che tutti gli stati europei devono imporre la misurazione obbligatoria di tutti gli immobili (comprese le abitazioni) e se la soglia supera i limiti consentiti occorre obbligatoriamente trovare soluzioni di bonifica.

Gli stati inoltre dovranno anche promuovere interventi volti a individuare le abitazioni che presentano concentrazioni di radon (come media annua) superiori al livello di riferimento e, se del caso, incoraggiano, con strumenti tecnici o di altro tipo, misure di riduzione della concentrazione di radon in tali abitazioni.
L’articolo 103 (Piano d’azione per il Radon) richiede agli Stati Membri di definire un piano d’azione nazionale che affronta i rischi di lungo termine dovuti alle esposizioni al radon nelle abitazioni, negli edifici pubblici e nei luoghi di lavoro per qualsiasi fonte di radon, sia essa il suolo, i materiali da costruzione o l’acqua.


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