Quanto ne sai sull’inquinamento? I falsi miti più comuni

Salute

È vero che stare all’aperto è più pericoloso che stare al chiuso? Che solo chi soffre di malattie respiratorie dovrebbe preoccuparsi dell’inquinamento? O che l’aria è così inquinata, e la situazione così compromessa, che nessuna contromisura può ormai essere efficace? La ricerca scientifica, negli ultimi decenni, ha prodotto una quantità impressionante di lavori sul tema dell’inquinamento atmosferico, esaminandolo da tutte le possibili prospettive e giungendo, in molti casi, a conclusioni saldamente supportate da evidenze inoppugnabili. Eppure, molti falsi miti ed equivoci sono ancora duri a morire. Eccone un compendio, con le relative risposte e le contro-argomentazioni più attendibili.

Respirare aria inquinata danneggia solo i polmoni

Sfortunatamente, non è così: l’esposizione all’aria inquinata ha effetti negativi su tutti gli organi e gli apparati del corpo umano. Molti studi scientifici hanno ormai acclarato che concentrazioni maggiori di inquinanti sono collegate a una maggiore incidenza di infarti, ictus, parti prematuri, diversi tipi di cancro, morbo di Alzheimer e altri problemi cognitivi, diabete, obesità. Una lista che, purtroppo, si fa sempre più corposa man mano che si accumulano nuove evidenze.

L’inquinamento è un problema solo per chi vive in città

È vero che l’aria che si respira nelle grandi città, in media, è più inquinata di quella che si respira lontano dal traffico e dai complessi industriali. Ma questo non deve far abbassare la guardia a tutti coloro che non vivono in città: gli inquinanti, infatti (e in particolare il temibile PM2.5: particelle molto piccole che riescono a penetrare in profondità nelle vie aeree, a immettersi nel flusso sanguigno e quindi a raggiungere tutti gli organi del corpo), si muovono con molta facilità negli strati bassi dell’atmosfera, e riescono a spostarsi, in pochissimo tempo, su distanze dell’ordine delle migliaia di chilometri, diventando così praticamente ubiqui.

Respirare aria inquinata, alla lunga, rende “immuni”

L’inquinamento, purtroppo, non funziona come un vaccino. Al contrario, l’esposizione agli inquinanti provoca, tra le altre cose, un progressivo indebolimento del sistema immunitario, e dunque inficia la capacità dell’organismo umano di combattere le infezioni. Proprio come fumare di più non rende immuni dal cancro al polmone, o assumere stricnina non rende impermeabili all’avvelenamento, allo stesso modo respirare aria inquinata non rinforza in alcun modo l’organismo. Al contrario.

L’aria negli spazi interni è più sicura di quella all’esterno

L’aria negli spazi interni è inquinata almeno tanto quanto, se non di più, quella che si respira all’esterno. Sono diversi i fattori responsabili del peggioramento della qualità dell’aria tra le mura domestiche (o della scuola, o del posto di lavoro): tra questi, per esempio, l’uso di combustibili fossili per il riscaldamento, la cucina, l’uso di prodotti per la pulizia e deodoranti per l’ambiente, il radon proveniente dal sottosuolo, le sostanze sprigionate da mobili e vernici, e molti altri.

Ormai non si può fare più nulla (o fare qualcosa costerebbe troppo)

Un altro falso mito abbastanza comune riguarda l’efficacia delle contromisure contro l’inquinamento, soprattutto in termini di tempismo e di costi. È certamente vero che lo scenario è molto compromesso, e che per invertire la tendenza e “ripulire” l’atmosfera dagli inquinanti servono sforzi e investimenti straordinari da mettere in campo immediatamente. Ma questa considerazione deve essere un incentivo all’azione, non il contrario: la comunità scientifica ha infatti mostrato che se si ragiona nel medio e nel lungo periodo, i benefici e i ritorni derivanti da un minore livello di inquinamento in termini di salute pubblica, produttività, aspettativa di vita (e molti altri indicatori) sono decine di volte maggiori rispetto agli investimenti richiesti. L’umanità è avvisata.

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