Legge Regionale 3 Marzo 2022, N. 3 di Regione Lombardia

Purificazione

Modifica alla Legge Regionale 10 Marzo 2017, N.7 per il recupero dei vani e locali seminterrati esistenti

Con la Legge Regionale N.3 del 3 marzo 2022 di Regione Lombardia sono state introdotte importanti modifiche alla precedente Legge per il recupero dei vani e locali seminterrati esistenti, per quanto riguarda la valutazione del rischio radon.

Tali novità normative si applicano al recupero di locali seminterrati a uso abitativo e ad autonome unità immobiliari esistenti.

 

Cosa prevedono le modifiche

Le modifiche previste sono la realizzazione di almeno una misura correttiva per il contenimento dell’accumulo di gas radon all’interno dei locali e considerato il recupero dei locali seminterrati, è prevista la misurazione della concentrazione media annua di radon in Italia.

Inoltre, una volta ottenuti gli esiti di tale misurazione verrà integrata la documentazione che dimostra la segnalazione certificata.

 

I vantaggi della nuova Legge Regionale

Viene introdotto l’obbligo di attuare azioni preventive per ridurre la probabilità che, ultimati i lavori di riqualificazione dei locali, si possano misurare concentrazioni elevate di radon.

In questo modo viene riconosciuta l’importanza della misurazione di lungo periodo per la valutazione effettiva del rischio.

Infine, verranno attuate ulteriori misure correttive qualora la rilevazione della concentrazione media di attività di radon superi i livelli di riferimento.

 

Punti critici della nuova normativa

I punti critici della nuova normativa riguardano le figure di chi dovrà definire le misure preventive e correttive da realizzarsi prima della qualificazione dell’immobile.

Il D.Lgs. 101 del 31 Luglio 2020 individua la figura professionale dell’Esperto in Interventi di Risanamento Radon, qualificata e formata proprio a tale scopo. Tale figura è formata anche per effettuare misure preventive di breve periodo e per analizzare le tecniche di prevenzione più idonee all’edificio per individuare la potenzialità del rischio radon. La realizzazione di generici sistemi di prevenzione potrebbe non essere sempre efficace ed applicata allo stesso modo.

 

Come agire se, nonostante le misure correttive, la concentrazione di gas radon risulta nuovamente superiore al livello di riferimento

In questo caso non può venirci d’aiuto nemmeno il D. Lgs 101 del 31 Luglio 2020, in quanto il caso è trattato per i soli luoghi di lavoro e prevede l’intervento di un Esperto in Radioprotezione che faccia la dovuta valutazione per la tutela dei lavoratori.

Perciò sarebbe opportuno chiarire come ci si deve comportare in queste situazioni ma in ogni caso, occorre affidare il progetto di prevenzione ad un Esperto in Interventi di Risanamento Radon e ridurre sensibilmente il numero di situazioni in cui questo paradosso si possa presentare.

 

Nuove mappe di dettaglio sulla pericolosità da radon nella regione Lazio

Un recente studio ha indagato le relazioni esistenti tra il potenziale geogenico di radon e i valori di radon indoor in tre comuni del Lazio al fine di creare mappe di dettaglio sulla pericolosità da radon e di stimare il rischio associato per la popolazione.

L’obiettivo finale di questa analisi è stato quello di realizzare una mappa del potenziale geogenico di estremo dettaglio per i comuni selezionati e di trovare una procedura efficace per la determinazione delle aree maggiormente soggette al rischio radon da poter applicare poi su tutto il territorio nazionale, proprio come richiesto dalla Direttiva Europea.

I risultati di questo studio hanno evidenziato che, nelle aree con potenziale geogenico medio e alto, è presente una buona corrispondenza tra le concentrazioni di radon nel suolo e nelle rocce e la presenza di elevati valori di radon indoor.

Livello di radon considerato sicuro in un edificio

Il livello di radon da considerarsi sicuro all’interno di un edificio è pari allo zero. Per essere al sicuro deve esserci totale assenza di questo gas perché qualunque esposizione può comportare qualche rischio.

Ma in realtà nemmeno un edificio con un livello di radon nullo può ritenersi davvero sicuro.

Possiamo essere esposti al radon anche all’aperto dove sono presenti concentrazioni di radon di circa 20 Bq/mq. Non è quindi ipotizzabile che la concentrazione di radon all’interno di un edificio possa essere più bassa di quel valore.

Ridurre la concentrazione di radon a valori inferiori a 50 Bq/mc non è obiettivo tecnicamente raggiungibile per la maggior parte degli edifici.

Per questi motivi, analogamente per quanto avviene per gli altri rischi, per l’esposizione al radon si applica il concetto di rischio accettabile, che porta alla definizione di livelli di riferimento, il quale dipende anche dalle normative applicate nei diversi paesi.

Il livello di riferimento, infatti non è sempre lo stesso: secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità è di 100 Bq/mc; secondo l’Agenzia degli Stati Uniti per la Protezione dell’Ambiente è di 150 Bq/mc, secondo la normativa italiana e di molti altri paesi europei è di 300 Bq/mc.

Se all’interno della nostra abitazione i livelli di radon superano quelli di riferimento, un risanamento è sempre possibile.

Anche nei casi in cui la concentrazione di radon è molto elevata è possibile ridurla a livelli accettabili, in molti casi anche al di sotto di 100 Bq/mc come media annuale.

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