Particolato (PM): l’inquinante invisibile che penetra nei polmoni e nel flusso sanguigno

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Che cos’è il particolato

L’aria che respiriamo tutti i giorni sia all’esterno che all’interno di spazi confinati contiene una serie di molteplici agenti inquinanti. Tra i più pericolosi per la salute dell’uomo c’è il particolato (PM).

Possono essere individuate due classi principali di particolato suddivise per dimensioni: PM10, il particolato con diametro superiore a 10 µm (micron) e PM 2,5 il particolato con diametro inferiore a 2,5 µm (micron).

Per comprendere l’entità delle polveri sottili basta pensare che un capello umano ha un diametro tra i 50 e 70 µm (micron) e un granello di sabbia è grande invece circa 90 µm (micron).

Le PM10 riescono a penetrare nel tratto respiratorio superiore (naso, faringe e trachea); mentre le PM2,5, a causa delle loro dimensioni ridottissime, possono giungere fino ai polmoni specie durante la respirazione. Queste nano particelle sono in grado di entrare nelle cellule causando gravi danni tra cui le mutazioni del DNA.

 

Fonti del particolato

L’esposizione della popolazione al particolato è causato sia da attività antropiche come i processi di combustioni domestiche, i prodotti di uso quotidiano, il sollevamento di polveri legato alle pulizie casalinghe, il rilascio da parte di materiali da costruzione e elementi di arredo, sia da attività naturali come l’erosione, causata dal vento di rocce ed altre superfici, la formazione di aerosol marino, le tempeste di polvere, gli incendi e la fuoriuscita di gas dai vulcani.

 

Effetti sulla salute

Il particolato è in grado di assorbire gas e vapori tossici sulla superficie delle particelle.

Quando ciò avviene aumentano le concentrazioni degli inquinanti gassosi, che trasportati dalle PM10 e dalle PM2,5,  raggiungono le zone più profonde del polmone. Numerosi studi hanno evidenziato che l’esposizione prolungata nel tempo al particolato è associata ad alterazioni della funzionalità respiratoria, a patologie quali bronchiti croniche e asma, ai ricoveri in ospedale e alla mortalità per malattie respiratorie.

Il decreto legislativo n. 155 del 2010 stabilisce che il valore limite giornaliero corrisponde a 50 microgrammi per metro cubo (valore che in un anno non deve essere superato per più di 35 giorni) mentre la media annuale non deve essere maggiore di 40 microgrammi per metro cubo.

L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) ha classificato l’inquinamento dell’aria (di cui il particolato atmosferico è un indicatore) nel Gruppo 1vale a dire tra le sostanze cancerogene per l’uomo.

 

Gli ambienti più inquinati: gli spazi indoor

L’esposizione alle polveri sottili è dannosa per tutti ma esistono categorie di persone e di luoghi nei quali il rischio è più elevato.

L’aria interna è molto più inquinata di quella outdoor poichè le particelle provenienti dall’esterno si sommano a quelle rilasciate dalle attività quotidiane e dagli oggetti di arredamento.

Ambienti come le case, gli uffici, le scuole e la maggior parte degli spazi confinati condivisi, sebbene ci sembrino luoghi sicuri e salubri, risultano essere quelli più inquinati e quindi quelli in cui siamo più a rischio.

 

Tra i soggetti più a rischio: i bambini

La categoria maggiormente colpita dalle polveri sottili sono i bambini in quanto durante la fase della crescita, possono risentire degli effetti negativi già nel brevissimo periodo.

L’inquinamento ritarda la crescita polmonare, favorisce l’asma e rallenta lo sviluppo cognitivo.

I bambini, avendo una frequenza respiratoria maggiore a quella degli adulti e il sistema respiratorio ancora non formato completamente, sono molto più esposti alle allergie e risultano più sensibili agli effetti dell’inalazione di polveri sottili in ambienti inquinati.

 

Donne in gravidanza o che allattano

Anche per le donne in gravidanza o che allattano è particolarmente pericoloso respirare in ambienti con aria malsana.

Durante la gravidanza, possono nascere delle interferenze endocrine dovute all’esposizione a sostanze inquinanti, che influiscono sul sistema ormonale della madre e sulla tiroide, con conseguenze sullo sviluppo del cervello del bambino, come affermato dall’Associazione Culturale Pediatri.

L’inquinamento dell’aria ha causato quasi 6 milioni di parti pre-maturi e 3 milioni di neonati venuti al mondo sottopeso.

 

Lavoratori in ufficio o in luoghi confinati

Gli agenti inquinanti indoor non sono presenti solo all’interno delle case, ma anche nelle scuole e soprattutto negli uffici.

Tra le principali fonti di inquinamento rientrano i dispositivi elettronici, le stampanti, fax e fotocopiatrici, che possono determinare esposizioni a ozono e metalli pesanti.

Perciò chi lavora in ambienti di lavoro a stretto contatto con strumenti tecnologici di questo tipo è ad alto rischio di contaminazione e compromissione della propria salute.

 

Cosa fare

La soluzione più efficace per abbattere le polveri sottili resta quella di ridurre l’inquinamento dell’aria.

Ciascuno di noi può fare la propria parte adottando comportamenti responsabili, riducendo l’utilizzo di prodotti inquinanti, monitorando la qualità dell’aria indoor negli ambienti in cui trascorriamo la maggior parte delle nostre giornate e decidendo di intervenire qualora fosse necessario.

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