L’inquinamento provoca asma (e non solo) in due milioni di bambini nel mondo

Scienza

L’inquinamento dell’aria fa male a tutti. Ma in particolare a subirne più di altri i suoi effetti sono purtroppo le categorie di persone più fragili: donne in gravidanza, soggetti con malattie pregresse, anziani. E bambini, naturalmente. Uno studio recentemente pubblicato sulla rivista Lancet Planetary Health, a firma di un’équipe di ricercatori della George Washington University, ha appena evidenziato, per l’appunto, che circa 2 milioni di bambini l’anno, in tutto il mondo, sviluppano asma in conseguenza del fatto che vivono in aree particolarmente inquinate e respirano aria malsana. Fuori e dentro casa.

Asma pediatrica e inquinamento

“Il nostro studio”, ha spiegato Susan Anenberg, docente di salute ambientale e occupazionale alla George Washington University, “ha mostrato che l’esposizione all’ossido di azoto [uno degli inquinanti più pericolosi, emesso per la maggior parte dalle autovetture a motore termico, nda] aumenta significativamente il rischio di sviluppare asma in età pediatrica, rischio che diventa particolarmente alto per i bambini che vivono in aree urbane densamente popolate. Le nostre scoperte corroborano l’idea che rendere l’aria più salubre sia strategicamente fondamentale per preservare la salute dei bambini”.  Ma l’ossido di azoto non è che uno degli inquinanti che correlano con l’asma perché il problema è anche dentro casa. Le miscele complesse di inquinanti indoor, anche a basse concentrazioni, possono provocare nel tempo effetti nocivi sulla salute delle persone suscettibili: bambini, donne in gravidanza, persone anziane, persone sofferenti di asma, malattie respiratorie e cardiovascolari. L’esposizione al fumo, riferisono molti studi sull’argomento, favorisce la sensibilizzazione allergica nei bambini, con aumento della concentrazione nel sangue degli anticorpi che provocano reazioni allergiche. Questo effetto è più pronunciato nei bambini in età prescolare perché sono i più sensibili agli effetti dannosi del fumo. Mentre i bambini asmatici esposti al fumo passivo, rispetto ai non esposti, hanno un netto aumento degli episodi di broncospasmo e di accessi urgenti in pronto soccorso, e un rischio doppio di ricoveri per asma. Non solo, nei bambini l’esposizione ad alcuni inquinanti indoor come polveri sottili, composti organici volatili, e gas radon, si associa a un maggiore rischio di irritazioni, sintomi respiratori acuti, iper-reattività bronchiale, infezioni respiratorie e sensibilizzazione allergica.

Ridurre l’esposizione agli inquinanti

Alla luce di questi dati risulta dunque fondamentale cercare di ridurre il più possibile l’esposizione agli agenti inquinanti. Farlo significa contribuire a ridurre la frequenza dell’asma e la sua evoluzione verso forme gravi. In particolare è necessario agire sulla scuola, luogo dove i più piccoli passano una gran parte del tempo della giornata. Diversi analisi hanno dimostrato un’associazione positiva tra malattie respiratorie acute, asma, allergie e numerosi fattori presenti nell’ambiente scolastico, fra cui l’umidità, inquinanti come particolato, ozono, composti organici volatili, CO2, formaldeide e allergeni. Monitorarne la concentrazione è il primo passo.

Uno sguardo più ampio

Quanto emerso in questi studi non sono altro che la punta dell’iceberg del problema della connessione tra inquinamento e salute dei bambini. Le cifre, purtroppo, non sono incoraggianti: stando alle stime dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), ogni giorno circa nove bambini su dieci (ovvero quasi due miliardi di persone) “respira aria così inquinata da compromettere seriamente la propria salute e il proprio sviluppo”. E purtroppo, continua l’Oms, molti di loro muoiono: sempre secondo lo stesso documento, nel 2016 circa 600mila bambini hanno perso la vita in seguito a infezioni acute del tratto respiratorio inferiore (principalmente polmoniti) causate dall’esposizione all’inquinamento. Come già accennato, il problema è particolarmente sentito nelle nazioni a basso medio reddito: nel rapporto Air pollution and child health: prescribing clean air (“Inquinamento atmosferico e salute dei bambini: imponiamo un’aria pulita”), a firma di esperti dell’Oms, si spiega che il legame tra inquinamento e salute è molto precoce, e comincia addirittura prima della nascita. “Quando una donna incinta vive in un ambiente inquinato”, scrivono gli scienziati, “è più probabile che abbia un parto prematuro e che dia alla luce un bambino più piccolo e con un peso inferiore alla norma”. L’asma non è l’unico dei problemi, tra l’altro: l’inquinamento ha effetti dannosi sul neurosviluppo e sulle abilità cognitive dei più piccoli, ed è legato all’insorgenza di cancro infantile; inoltre, i bambini esposti a maggiori livelli di inquinanti sono a più alto rischio di sviluppare malattie croniche – per esempio diabete e disturbi cardiovascolari – quando diventano adulti. Una delle ragioni del fenomeno, secondo gli esperti, sta nel fatto che i neonati e i bambini respirano più rapidamente degli adulti, e dunque, a parità di livelli di inquinanti, ne assorbono di più.

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